domenica 21 giugno 2015

Neve Cosmetics - Flat perfection review

Una cosa che non faccio tanto spesso è parlare di decorativi. Questa recensione quindi la scrivo con particolare piacere.
Vorrei parlarvi della mia esperienza con il flat perfection di Neve Cosmetics.


L'ho comprato da Elisabetta de Il Trucco di Ancora circa una decina di mesi fa ormai e devo dire che si è rivelato un buon acquisto.
E' un fondotinta compatto con un buon inci MA NON E' UN FONDOTINTA MINERALE. Scusate la cafonaggine ma lo scrivo così tutto urlato perché mi è insopportabile vedere review di beauty guru che lo chiamano minerale dimostrando di non avere la più pallida idea di che cosa si spiaccicano in faccia, dando per di più info errate ai followers. Il trucco minerale per essere chiamato tale deve essere in polvere libera e composto solo da minerali.

Io venivo dall'uso di fondotinta minerali (il porcelain di Lily Lolo) e l'idea di provare qualcosa di compatto con un buon inci mi stuzzicava non poco, specie per la praticità nell'uso.
Dico subito, però, che nella stesura non ha il suo punto di forza: quando voglio usarlo come fondotinta vero e proprio uso il red amplify sempre di Neve Cosmetics (e sempre comprato da Elisabetta!) mentre quando mi serve una semplice spolverata lo applico con un pennello da cipria. In entrambi i modi tende a spolverare, non in modo drammatico, intendiamoci, ma quel tanto che basta per infastidirmi, specie se sono già vestita... di scuro! Forse usando una spugnetta eviterei questo problema, ma la resa sul viso con stesura a pennello mi piace quindi credo continuerò così nonostante tutto.
Si tratta di un prodotto dal finish opaco ma che resta "luminoso", dalla coprenza modulabile a seconda delle passate e del pennello con cui l'applicate. Applicato col pennello rosso di neve sopra citato trovo che abbia una discreta coprenza: nasconde efficacemente i rossori (che poi è il mio principale cruccio) e uniforma l'incarnato senza enfatizzare i difetti come i pori dilatati.
La resa è come piace a me, molto naturale e anche col caldo non dà alcun fastidio sulla pelle. Io in questo periodo non reggo neppure le bb cream perché sudo molto in viso e non sopporto la sensazione di avere qualcosa sulla pelle. Questo fondo è veramente impalpabile come non lo avessi e in più aiuta a tenere asciutta la pelle. 
La durata è buona: in inverno dura tutto il giorno, in questo periodo dura caldo afoso permettendo... Se sono in giro devi ritoccarlo a metà giornata, ma non è certo per demerito del prodotto in sé, ma come detto sopra è un problema mio.
Il mio colore è il fair che è perfetto per me, anche in estate. Non prendo colore ma mi spuntato un sacco di lentiggini ed efelidi. Questo fondotinta non le copre completamente ma le lascia intravedere malgrado mascheri le imperfezioni e questa cosa mi piace un sacco.
Pur usandolo con costanza, specie nell'ultimo periodo, dopo quasi un anno, non ho ancora bucato la cialda che contiene ben 8 grammi di prodotto. Quindi, per la durata, posso dire sia anche un prodotto abbastanza economico (14,90 euro).
La confezione è veramente molto graziosa ed è perfetta da portare in borsetta grazie allo specchietto molto molto comodo.

Insomma... per dirlo con una parola promosso. Senza lode per la tendenza allo spolvero.

Ecco l'inci:
TALC (assorbente) MICA (opacizzante) SILICA (abrasivo / assorbente / opacizzante / viscosizzante) TITANIUM DIOXIDE (opacizzante) OCTYLDODECYL STEAROYL STEARATE (emolliente / viscosizzante) LAUROYL LYSINE (viscosizzante) ZINC STEARATE (colorante cosmetico) CETEARYL ETHYLHEXANOATE (emolliente) CAPRYLYL GLYCOL (emolliente / umettante) ALUMINUM HYDROXIDE (emolliente / umettante / viscosizzante) RETINYL PALMITATE (additivo) TOCOPHERYL ACETATE (antiossidante) CI 77491 (colorante cosmetico) CI 77492 (colorante cosmetico) CI 77499 (colorante cosmetico)

sabato 6 giugno 2015

Most played di maggio 2015 (skin/hair care edition)

Spero che Golden Vi0let mi perdoni se dopo la prima partecipazione nel mese di febbraio i miei most played si sono fatti attendere per tre mesi.
Se non sapete di cosa sto parlando (ne dubito fortemente) vi invito a leggere qui.
Questa mia partecipazione alla super-mega-giga-collaborazione capitanata dalla violetta dorata (andate a visitare il suo blog e guardate il canale su youtube, qui trovate tutti i link!) vede in questo mese una novità e tante vecchie conoscenze.

- Born to bio: shower gel allo zenzero bio "spicy energy". Ve ne avevo già parlato qui, ormai è quasi giunto al termine e ne sto intensificando l'uso appunto per cercare di finirlo. Mi è piaciuto anche se in realtà è un prodotto per uomo (o comunque per chi non ama le profumazioni dolci, fiorate o fruttate). Non vedo l'ora finisca ma solo perché muoio dalla curiosità e dalla voglia di aprire un paio di bagnoschiuma al mango e uno al monoi ancora chiusi che mi stanno tentando da matti! Buon prodotto (perfetto per un regalo maschile!)

- shampoo Bioturm per capelli brillanti: qui le mie prime impressioni che sono sostanzialmente confermate. Quanto a resa estetica sui capelli ho provato prodotti migliori ma questi shampoo Bioturm stanno dando il meglio di loro in questa stagione, quando caldo e afa ormai la fanno da padrona e lavo spesso i capelli. Ho bisogno di detergenti delicatissimi che non aggrediscano e questo shampoo lo è. Anche lui è quasi arrivato al termine ormai, ma ho ancora lo shampoo volume e quello repair. Quello per capelli normali (che mi era piaciuto un sacco!) l'ho dato a mia sorella che ha avuto dei problemi coi suoi soliti shampoo ai tensioattivi aggressivi misti a silicone. Aveva tutta la testa irritata ed ha pensato bene prima di andare in farmacia a comprare l'ennesimo prodotto pessimo e poi di mettersi nelle mani di una parrucchiera che ha peggiorato la situazione. Questa storia dell'inci non la comprende proprio e infatti è bastato darle quello shampoo che non è né curativo né specifico per irritazioni del cuoio capelluto irritato, ma "solo" formulato decentemente che la situazione è migliorata per poi normalizzarsi. Però niente eh, ai siliconi non rinuncia che fanno i capelli belli. La prossima volta le dico di arrangiarsi.

- Biofficina Toscana, lozione ricci morbidi. Già mio prodotto top 2014. Dopo un periodo di sospensione ho ricominciato ad usarla tutti i giorni. E come farei senza? Per fortuna posso non chiedermelo. Ne avevo scritto una review qui e confermo parola per parola: è l'unica cosa che applicata sui miei capelli finissimi e radi non ingrassa, non appiccica, non sporca ma aiuta davvero ad eliminare il crespo. In questa sede posso solo aggiungere che benché costi un po', è un prodotto conveniente: questa confezione è la prima che ho acquistato l'anno scorso e benché l'abbia utilizzata spessissimo, non è ancora finita. E' in dirittura d0arrivo ma ancora resiste. Mai più senza.

- Maschera per capelli Omia all'olio di macadamia. Ebbene sì, l'ho ricomprata, Dopo aver finito il balsamo volumizzante di Biofficina toscana volevo qualcosa di più economico ma senza rinunciare alla funzionalità per cui la prima volta che sono capitata da Auchan ho ricomprato questa maschera balsamo. Sapete (e questa volta lo so con certezza che lo sapete considerato che il post sui prodotti per capelli Omia è uno dei più letti del blog) che era la mia favorita e devo dire che è come la ricordavo: meravigliosa.

- Bioearth - The beauty Seed Aloe Gel 96% Cell Renewing. Ho recensito questo prodotto per la prima volta nel 2012 e se ancora compare su questi schermi un motivo c'è: è il miglior gel d'aloe di tutti i tempi. Adesso che è scoppiato il caldo poi è indispensabile. E infatti quella confezione che vedete è quella che probabilmente sarà nei prossimi finiti del mese. Uso questo gel per tutto e dappertutto. (U_U)

- Il calderone di Gaia, nuvola di karité alla caramella mou. La ciliegina sulla torta l'ho lasciata alla fine. Avrà certamente una recensione a parte però inizio col parlarvene. Ormai questi prodotti in rete hanno riscosso un discreto successo quindi saprete che questo in particolare NON è una crema ma una mousse molto molto morbida e fondente ottenuta dall'emulsione di vari grassi vegetali.
Ne esistono varie versioni con profumazioni diverse, ma ho scelto questa perché contiene olio di ribes nero, piuttosto raro, costoso e dall'odore non proprio gradevole. Sulla mia pelle fa miracoli ma l'uso non è proprio piacevole. La nuvola invece è profumatissima, ha un odore dolce (a dire il vero non mi ricorda la caramella mou, ma non saprei a cosa ricondurlo, fatto sta che mi piace da matti) e l'uso è semplicissimo.
La applico o subito dopo la doccia a pelle ancora bagnata o dopo essermi vaporizzata di idrolato di lavanda. Dai piedi fino a salire insistendo maggiormente sulle parti più secche (piedi appunto, alcune zone delle gambe, gomiti). Essendo un prodotto morbidissimo (anzi  con questo caldo si è sciolto e per risolidificarlo lo devo mettere in frigo) si stende con molta facilità, senza farmi perdere tempo. Si assorbe in fretta, nutre e lascia un profumo persistente sulla pelle. Considerato il suo contenuto di ribes nero lo uso sul viso inumidito la sera, sui punti più problematici, dove ho i rossori.
A volte lo applico anche sulla pelle asciutta, specie la sera dopo aver messo il pigiama, in modo da addormetarmi inebriata da questo profumo. E' senza dubbio un mai più senza.  Per altri prodotti di questo brand, stay tuned!

Questi sono i miei most played del mese di maggio, abbiamo qualche prodotto comune?

giovedì 4 giugno 2015

Esperança Amengual - deodorante minerale. Prime impressioni

Dopo un'era geologica torno a parlarvi di prodotti specifici. In particolare questa sera vorrei parlarvi delle mie prime impressioni circa un prodotto nuovo che personalmente non avevo mai visto e che fa parte di quella categoria di prodotti per i quali nonostante abbia fatto molte prove su strada il passaggio all'ecobio non è mai avvenuto.
Se mi seguite da un po' sapete che sto parlando dei deodoranti.
Di naturali ne ho provati molti, qualcuno anche ecobio, alcuni veramente molto gradevoli ma tutti si sono rivelati inefficaci nel prevenire le conseguenze della sudorazione, ovvero evitare il proliferare di cattivi odori.
Ne ho parlato tante volte, ho dedicato un post anche al mio amico alluminio cloroidrato proprio perché, specie in questo periodo e con l'estate davanti, mi sento sicura solo indossando un deodorante "tradizionale". Se un prodotto è ecobio ma non adempie al compito per il quale è stato creato, ahimé non posso che bocciarlo e così è andata fin ora, anche con prodotti che uso regolarmente ma che "aggiungo" alla mia routine senza sostituire il deo tradizionale.
Con tutte queste premesse, quando Paola dello store PH Naturale durante uno dei nostri ultimi incontri (quando ci pendiamo un altro pomeriggio??) mi ha omaggiata del sample size del deodorante minerale di Esperança Amengual, "Esperança" appunto, ero piuttosto scettica.

Quando l'ho visto però non ho potuto fare a meno di notare che era diverso da qualsiasi cosa mai provata prima: si tratta infatti, non del solito deodorante bio a base d'alcool, ma di un deodorante minerale in polvere formulato con polveri naturali pure e di alta qualità.

Non ci sono ingredienti chimico o di sintesi e non contiene sali di alluminio. La cosa che mi ha colpito di più è che non ha profumo.
In sostanza queste polveri (INGREDIENTI / INCI: Sodium Bicarbonate, Magnesium Citrate, Calcium Citrate, Magnesium Carbonate Hydroxide, Calcium Carbonate, Potassium Citrate (tutti gli ingredienti sono di qualità farmaceutica)) creano un ambiente sfavorevole alla proliferazione dei batteri responsabili dei cattivi odori.

Si applica versando circa un grammo di prodotto sulla mano, si bagna leggermente l'altra, si strofinano insieme e poi si stende questo composto sul punto del corpo desiderato. 

Io ho avuto modo di testarlo per qualche giorno e questo è bastato a farmi meditare l'acquisto della full size.
L'ho prima provato in una condizione in cui sapevo che sarei potuta nel caso tornare a casa a cambiarmi, e non mi ha dato problemi ma la prova del nove me l'ho avuta durante una giornata ben soleggiata con umidità alle stelle. Vestiti appiccicati addosso già appena uscita di casa.
Sono andata al lavoro, non in studio seduta alla scrivania, ma in un posto piuttosto lontano da dove sto io (quindi niente possibilità di cambio d'abito nel caso), ho scarpinato tutta mattina boccheggiando per il caldo. Prima di tornare a casa sono andata a fare la spesa e sono tornata a casa solo nel tardo pomeriggio. Coi vestiti zuppi (perché non impedisce la traspirazione!) ma senza la minima traccia di cattivi odori. Stentavo io stessa a crederci.
Esperienza completamente positiva dunque.
Il fatto che sia senza profumo lo rende unisex. 
Fatelo provare anche al vostro fidanzato/marito/fratello specie se come il mio non ama sentire l'odore del deodorante addosso e  indossa scarpe anti infortunistiche anche con temperature infernali. Vi ringrazierà.
Se poi come me adorate invece sentire sulla pelle una profumazione, potete usare tranquillamente la vostra acqua profumata preferita (io invece che inumidire la mano con acqua ho usato l'idrolato di lavanda).
Queste mie prime impressioni terminano qui. Mi scuso per aver preso le fotografie del prodotto di Paola ma non ho pensato di fotografare il sample pieno ed ora... non c'è più nulla da fotografare (sono una blogger inetta, lo so, lo so)
Voi l'avete provato? Vi ha convinto?

lunedì 1 giugno 2015

Cookie law: adeguarsi alla normativa.

Il due giugno è ormai più che prossimo: se avete un blog o un sito occorre che voi lo adeguiate alla nuova normativa sui cookies.

Di cosa sto parlando?
Il garante per la privacy, ha recepito in questo provvedimento (Registro dei provvedimenti n. 229 dell'8 maggio 2014; Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014 ) la direttiva europea 2009/136/CE che impone agli amministratori delle pagine web di mostrare ai visitatori un banner che li informi circa la politica dei cookie del sito che stanno consultando e di subordinare alla sua accettazione il proseguimento della navigazione.
Se volete saperne di più circa le norme sovranazionali e circa le modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie visitate questa pagina.

Qui potete trovare le linee guida in materia di trattamento di dati personali per profilazione on line - 19 marzo 2015 (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 6 maggio 2015) - Registro dei provvedimenti n. 161 del 19 marzo 2015

Se non sapete cosa i sono i cookie e a cosa servono vi consiglio di dare un'occhiata alle FAQ del Garante.
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I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati dagli utenti inviano ai loro terminali, ove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva. I cookie delle c.d. "terze parti" vengono, invece, impostati da un sito web diverso da quello che l'utente sta visitando. Questo perché su ogni sito possono essere presenti elementi (immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine web di altri domini, ecc.) che risiedono su server diversi da quello del sito visitato.
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No. Il Garante (cfr. provvedimento dell'8 maggio 2014) ha precisato che possono essere assimilati ai cookie tecnici soltanto se utilizzati a fini di ottimizzazione del sito direttamente dal titolare del sito stesso, che potrà raccogliere informazioni in forma aggregata sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito. A queste condizioni, per i cookie analytics valgono le stesse regole, in tema di informativa e consenso, previste per i cookie tecnici.
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È necessario il consenso dell'utente per l'installazione dei cookie sul suo terminale?
Dipende dalle finalità per le quali i cookie vengono usati e, quindi, se sono cookie "tecnici" o di "profilazione".
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Ora abbiamo scoperto cosa sono i cookies e a cosa servono.

Abbiamo capito anche che sui blog ci possono essere cookies non installati direttamente dall'autore/"editore", ma da "terze parti". 

Non è possibile porre in capo all'editore l'obbligo di fornire l'informativa e acquisire il consenso all'installazione dei cookie nell'ambito del proprio sito anche per quelli installati dalle "terze parti".

Ma cosa occorre fare per adeguarsi alla normativa?

In che modo il titolare del sito deve fornire l'informativa semplificata e richiedere il consenso all'uso dei cookie di profilazione?
Come stabilito dal Garante nel provvedimento indicato alla domanda n. 4, l'informativa va impostata su due livelli.
Nel momento in cui l'utente accede a un sito web (sulla home page o su qualunque altra pagina), deve immediatamente comparire un banner contenente una prima informativa "breve", la richiesta di consenso all'uso dei cookie e un link per accedere ad un'informativa più "estesa". In questa pagina, l'utente potrà reperire maggiori e più dettagliate informazioni sui cookie scegliere quali specifici cookie autorizzare.


In sostanza occorre realizzare o un banner o una NavBar in cui compare l'avviso di utilizzo di cookies, con specifica indicazioni di quali cookies (secondo lo schema che abbiamo visto in alto: propri o di terze parti, tecnici o di profilazione) la richiesta di consenso al loro uso (un OK andrà benissimo) e un link che riporti all'informativa estesa.
Cosa deve indicare l'informativa "estesa"?
Deve contenere tutti gli elementi previsti dalla legge, descrivere analiticamente le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie.
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Il titolare del sito web che installa cookie di profilazione. Per i cookie di terze parti installati tramite il sito, gli obblighi di informativa e consenso gravano sulle terze parti, ma il titolare del sito, quale intermediario tecnico tra queste e gli utenti, è tenuto a inserire nell'informativa "estesa" i link aggiornati alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti stesse.
Occorrerà creare a questo scopo una pagina apposita sul blog che deve contenere i cookies contenuti dal sito e le loro finalità. Se sono presenti cookies di terze parti occorre linkare i moduli di consenso di queste ultime ed in ogni caso indicare anche le opzioni del browser in modo che il navigante possa scegliere se installare i cookies o meno o eliminare quelli già presento.
La mia informativa ad esempio la trovate qui. Io ho aggiunto anche una pagina di privacy policy e un apposito "bottone" sull'home page del blog in modo che risultasse il più chiaro possibile. 
Ma come deve essere questa navbar? E come si esprime il consenso dell'utente navigante? 
Come deve essere realizzato il banner?
Il banner deve avere dimensioni tali da coprire in parte il contenuto della pagina web che l'utente sta visitando. Deve poter essere eliminato soltanto tramite un intervento attivo dell'utente, ossia attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante.
Quali indicazioni deve contenere il banner?
Il banner deve specificare che il sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di "terze parti", che consentono di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze dell'utente.
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Deve precisare che se l'utente sceglie di proseguire "saltando" il banner, acconsente all'uso dei cookie.
Insomma potete posizionare la barra o il banner dove volete, basta che copra parzialmente la pagina del blog/sito e che crei una certa discontinuità nella lettura: insomma deve attirare l'attenzione del lettore. Da quello che si legge sulla pagine delle faq del Garante pare di poter affermare con ragionevole certezza che anche il semplice scrolling della pagina o il proseguimento della navigazione, costituisce consenso e accettazione.
Se invece che una semplice barra volete creare una finestra di dialogo, potete seguire queste istruzioni (grazie Licia per la segnalazione!). Quest'ultima è una soluzione più restrittiva rispetto a quella prospettata dal Garante: o si accetta espressamente tramite un'azione positiva (un click) l'utilizzo dei cookie o la navigazione è resa molto difficoltosa. 
La navbar, invece, anche se non accettate esplicitamente i cookies rimane ma non impedisce al navigante di consultare il blog.
In che modo può essere documentata l'acquisizione del consenso effettuata tramite l'uso del banner?
Per tenere traccia del consenso acquisito, il titolare del sito può avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema non particolarmente invasivo e che non richiede a sua volta un ulteriore consenso.
In presenza di tale "documentazione", non è necessario che l'informativa breve sia riproposta alla seconda visita dell'utente sul sito, ferma restando la possibilità per quest'ultimo di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni, ad esempio tramite accesso all'informativa estesa, che deve essere quindi linkabile da ogni pagina del sito.
Il consenso online all'uso dei cookie può essere chiesto solo tramite l'uso del banner?
No. I titolari dei siti hanno sempre la possibilità di ricorrere a modalità diverse da quella individuata dal Garante nel provvedimento sopra indicato, purché le modalità prescelte presentino tutti i requisiti di validità del consenso richiesti dalla legge.
L'obbligo di usare il banner grava anche sui titolari di siti che utilizzano solo cookie tecnici?
No. In questo caso, il titolare del sito può dare l'informativa agli utenti con le modalità che ritiene più idonee, ad esempio, anche tramite l'inserimento delle relative indicazioni nella privacy policy indicata nel sito.
Vediamo ora ad un punto che ha gettato nel panico molte blogger:
L'uso dei cookie va notificato al Garante?
I cookie di profilazione, che di solito permangono nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, mentre i cookie che hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, non debbono essere notificati al Garante.
Ma cos'è la notifica? 
La notificazione è una dichiarazione con la quale un soggetto pubblico o privato rende nota al Garante per la protezione dei dati personali l'esistenza di un'attività di raccolta e di utilizzazione dei dati personali, svolta quale autonomo titolare del trattamento.
La notificazione riguarda l'attività di trattamento di dati personali (a volte solo se registrati in banche dati o archivi indicati dalla legge o dal Garante), ma non una banca dati o un archivio in quanto tale. Può aversi, infatti, un trattamento anche se materialmente i dati non sono organizzati in una banca dati.
Chi deve notificare?
Solo i titolari dei trattamenti indicati dalla legge (art. 37 del Codice) o dal Garante con appositi provvedimenti (allo stato non adottati), sono obbligati a notificare i trattamenti al Garante
Art. 37. Notificazione del trattamento
1. Il titolare notifica al Garante il trattamento di dati personali cui intende procedere, solo se il trattamento riguarda:
a) dati genetici, biometrici o dati che indicano la posizione geografica di persone od oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica;
b) dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, trattati a fini di procreazione assistita, prestazione di servizi sanitari per via telematica relativi a banche di dati o alla fornitura di beni, indagini epidemiologiche, rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusive, sieropositività, trapianto di organi e tessuti e monitoraggio della spesa sanitaria;
c) dati idonei a rivelare la vita sessuale o la sfera psichica trattati da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale;
d) dati trattati con l'ausilio di strumenti elettronici volti a definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti;
e) dati sensibili registrati in banche di dati a fini di selezione del personale per conto terzi, nonché dati sensibili utilizzati per sondaggi di opinione, ricerche di mercato e altre ricerche campionarie;
f) dati registrati in apposite banche di dati gestite con strumenti elettronici e relative al rischio sulla solvibilità economica, alla situazione patrimoniale, al corretto adempimento di obbligazioni, a comportamenti illeciti o fraudolenti.
1-bis. La notificazione relativa al trattamento dei dati di cui al comma 1 non è dovuta se relativa all'attività dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, in quanto tale funzione è tipica del loro rapporto professionale con il Servizio sanitario nazionale. 
In sostanza parliamo dei cookies di profilazione/pubblicitari (tipo AdSense). Ricordo che anche i cookie che derivano da Google Analytics, se non sono in forma anonima, diventano cookie di profilazione ed in quanto tali vanno notificati al Garante.
La notifica comporta dei costi:
Ogni notificazione inviata al Garante (prima notificazione, modifica o cessazione del trattamento) deve essere accompagnata dal pagamento dei diritti di segreteria, il cui importo è fissato in euro 150,00.
Per cosa fare "tecnicamente" per aggiungere la nav bar sul sito vi consiglio di seguire i tutorial che sono presenti in rete.
Io ho seguito quello di Entrophia ma ce ne sono anche altri, tipo questo.
Per la policy sulla privacy e se avete bisogno di un aiuto tecnico più professionale, invece, vi consiglio iubenda.
Infine, per quando dobbiamo adeguarci alla nuova normativa?
Quando entrano in vigore le misure prescritte dal Garante con il provvedimento dell'8 maggio 2014?
Il Garante ha previsto un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati di mettersi in regola. Tale periodo terminerà il 2 giugno 2015.